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Prevenzione neuropsicomotoria nei bambini esposti a calamità naturali

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  Il Terremoto visto con gli occhi dei bambini: l’importanza della valutazione e dell’intervento neuropsicomotorio dopo una calamità naturale Vivere l'esperienza di un terremoto è un evento profondamente destabilizzante per chiunque, ma per un bambino può tradursi in una vera e propria frattura nel processo di crescita. La perdita improvvisa delle certezze – la propria casa, la scuola, la routine quotidiana – si riflette inevitabilmente sul corpo, sulle emozioni e sul movimento. In questo scenario d'emergenza, l' approccio neuropsicomotorio gioca un ruolo cruciale nel tradurre il trauma e nell'aiutare il bambino a ritrovare il proprio centro. Come il trauma si manifesta nel corpo del bambino I bambini non sempre possiedono le parole per esprimere il terrore o l'ansia da separazione causati da una calamità naturale. Il loro vissuto traumatico si manifesta spesso attraverso il canale corporeo e comportamentale. I segnali d'allarme più comuni includono: Regression...

Ogni bambino ha i propri tempi: falso!

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  Prevenzione dei Ritardi Psicomotori nella Prima Infanzia: Ruolo del TNPEE e Evidenze Scientifiche Il periodo dalla nascita ai 24 mesi costituisce una finestra evolutiva di plasticità neurale massima, in cui l’identificazione precoce di deviazioni dalle traiettorie tipiche di sviluppo e l’attivazione di interventi specialistici possono modificare il decorso di deficit psicomotori e neuroevolutivi. Questo articolo analizza l’importanza della valutazione specialistica e degli interventi attuati dal Terapista della Neuro e Psico dell’Età Evolutiva (TNPEE) , distinta e complementare al ruolo del pediatra, alla luce dell’evidenza scientifica attuale. Introduzione Lo sviluppo psicomotorio infantile è un processo dinamico e integrato che coinvolge aspetti motori, linguistici, cognitivi e socio‑emotivi. Nei primi due anni di vita, l’organizzazione delle reti neurali è caratterizzata da un’eccezionale plasticità, ovvero dalla capacità di modificare la struttura e la funzione in rispos...

Non è sempre “carenza di specialisti”: spesso è un problema di organizzazione (e di chiarezza diagnostica)

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  Non è sempre “carenza di specialisti”: spesso è un problema di organizzazione (e di chiarezza diagnostica) Nel dibattito pubblico sulla sanità si sente ripetere continuamente la stessa frase: “mancano gli specialisti” . Ma è davvero sempre così? Oppure, in molti casi, il problema non è la quantità di professionisti disponibili, bensì il modo in cui vengono cercati, assunti e utilizzati ? Un esempio emblematico riguarda l’area dell’età evolutiva. Sempre più spesso si parla di carenza di Neuropsichiatria infantile e di difficoltà a trovare Neuropsichiatra infantile . Tuttavia, analizzando meglio le richieste dei servizi, emerge una realtà diversa: molte strutture non hanno bisogno di un medico specialista, ma di un TNPEE (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva). Sono due lavori diversi , con percorsi formativi e competenze non sovrapponibili. Il nodo centrale: diagnosi e sviluppo nei primi anni di vita C’è poi un aspetto fondamentale che spesso viene tras...